Mura Antiche

Tra Storia ed Arte



La storia

Anticamente denominato Monte San Marcello, il centro riprende il nome del santo e papa dell'inizio del IV secolo che inviò a Jesi S. Settimio proto vescovo ed evangelizzatore. San Marcello divenne castello nel 1234, quando giunsero da Jesi 136 cittadini per popolarlo. Distrutto verso la fine del '300, fu ricostruito nel 1429 e dalla fine del XVI secolo ottenne da Jesi autonomia amministrativa come castello del Contado.



Richiami dal passato

Mura Castellane
Discretamente conservate e recentemente recentemente restaurate, sono intercalate da torrioni quadrangolari e cilindrici.

Chiesa di San Giuseppe
Si trova all'interno della cinta muraria ed è stata restaurata dopo il terremoto del 1930 e conserva una tela di Giuseppe Bottani, datata 1748. Particolare il campanile dell'edificio, che costituisce un esempio abbastanza raro per le facce disuguali.

La Chiesa di Santa Maria del Rosario
Edificata nel 1508 e ricostruita un secolo più tardi. La chiesa conserva la mirabile tela di Andrea da Jesi "Madonna con Bambino tra San Francesco di Assisi e Sant'Antonio Eremita" e "Crocifissione" nella lunetta: la tavola per "la vaghezza del paesaggio, la grazia delle movenze e la quiete della composizione", richiama, secondo il critico Alcibiade Moretti, "i più eccellenti dipinti della scuola raffaellesca". Nella chiesa è anche custodita una tela di Antonino Sarti raffigurante la "Madonna con Bambino e Santi" del 1618.

La Chiesa di S.Marcello
Costruita verso la fine del XVII secolo, conserva sei altari settecenteschi e due notevoli dipinti: San Marcello, di ignoto (inizio del XVIII secolo) che richiama lo stile di Carlo Maratta ed una "Deposizione" attribuita ad Andrea Lilli.

Palazzo Marcelli
Notevole esempio di architettura rinascimentale con affreschi e stucchi pregevoli, bel portale bugnato e una loggetta a quattro archi, recentemente restaurato.

Teatro P. Ferrari
Gioiello del suo genere merita di essere visitato. Restaurato di recente è inserito nella lista dei più importanti teatri delle Marche. La costruzione del teatro si deve alla Società Filodrammatica presieduta da Emilio Gregorini. L'edificio sorge nella sede dell'antica sede municipale ampliata con l'acquisto di un edificio di proprietà dello jesino Domenico Bellardinelli. Il teatro fu progettato dall'ingegner Enrico Medi di Monte San Vito e i lavori furono terminati nel 1871 e dedicato a tale Primo Ferrari, un fabbro ferraio del luogo, invece che a Paolo Ferrari (il noto commediografo modenese). A seguito del sisma del 1930 l'edificio fu danneggiato. I lavori di restauro proseguirono fino al 1938 anno nel quale fu riaperto. Il teatro si presentò al pubblico rinnovato al suo interno con la trasformazione del secondo ordine di palchi in balconata aperta e l'inserimento della cabina per le proiezioni cinematografiche. All'esterno manca di una vera facciata, facendo corpo unico con le antiche mura castellane che ne sostengono uno dei muri perimetrali. L'accesso alla sala degli spettacoli è possibile solo servendosi di un'unica ripida scala a più rampe che prosegue fino a raggiungere i palchi e la soprastante balconata. La pianta della sala è ad a ''U'' anche a causa dell'esigua estensione dell'ambiente in cui è stata ricavata. La platea è circondata da una serie di pilastri lignei che sorreggono un primo ordine di undici palchi ed un secondo ordine, trasformato in balconata aperta, che conserva ancora gli elementi di base dei vecchi pilastrini di sostegno.

Per informazion relative alla visita del teatro e alla sua programmazione telefonare a:
Comune: 0731/267014 - 0731/267117




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