Mura Antiche

Informazioni

I riferimenti per Contattare il Comune di Morro d' Alba sono:

Indirizzo: P.zza Romagnoli 6
CAP: 60030
Codice Fiscale
: 00184460426
Telefono
: 073163013 - 073163000
Fax
: 073163043
E-mail:
comune@comune.morrodalba.an.it

Il territorio

Suggestiva rocca medievale, munita di bastioni e torrette, Morro d'Alba sorge su di un colle a 199 metri di altitudine, a cavallo tra le pianure del Misa e dell'Esino, con una veduta panoramica che si estende fino all'azzurro del mare. La superficie del Comune, patria del vino doc. denominato "Lacrima di Morro", copre circa 19 chilometri quadrati con una popolazione di 1700 abitanti.

COME ARRIVARE
In auto
Autostrada A14, uscita Senigallia, direzione Ostra, dopo circa 8 km troverete un bivio per Morro d'Aba (dal casello 16 km);
Autostrada A14, uscita Ancona nord, direzione Chiaravalle, poi Monte San Vito ed infine Morro d'Alba (dal casello 14 km);
SS 76 proveniente da Foligno e Fabriano uscita Monsano e proseguire per Monsano e successivamente Morro d'Alba (dall'uscita della SS circa 15 km);

In treno
Linea Ancona-Bologna (stazioni di Senigallia o Falconara)
Linea Ancona-Roma (stazione di Jesi) poi proseguire con gli autobus extraurbani.

In aereo
Aeroporto "Raffaello Sanzio"
Aeroporto di Ancona-Falconara poi fino alla stazione FS di Falconara Marittima.

Da vedere

  • Grotte sotterranee
    Una testimonianza storica sono le grotte sotterranee che, scavate nel corso dei secoli dagli abitanti, e collegate tra loro da gallerie, formano una seconda città sotterranea. Erano utilizzate in passato per la conservazione dei cibi, e, all'occorrenza, servivano anche come rifugio nelle incursioni nemiche. Questi sotterranei sono ancora oggi visitabili, naturalmente dietro concessione dei proprietari.
  • La Scarpa
    Pur se di modeste dimensioni, vanta, infatti, il primato di essere l'unico borgo fortificato, in Italia, ad avere le mura percorse, per tutta la loro lunghezza, da un cammino di ronda, coperto e munito di arcate: la famosa "Scarpa". Questa cinta muraria ha la forma di un pentagono irregolare con sei bastioni. Nel corso del tempo ha subito diverse ristrutturazioni tra cui quella, realizzata nel 1654, in occasione della quale fu autorizzata la costruzione delle abitazioni all'interno delle mura.
  • Archivio storico
    L'archivio comunale conserva documentazione a partire dal 1493, con documenti in copia a partire dal 1425. La dispersione del materiale archivistico è avvenuta durante la seconda guerra mondiale. La parte più antica sembra essere stata riordinata per materie alla fine del secolo scorso. Indicazioni in tal senso sono tutte quelle voci che, benché tratte dal titolario ottocentesco (Beneficenza, Culto, Militari, Polizia, ecc.), hanno anche documentazione di antico regime. Esiste un elenco sommario, parte integrante della relazione sulla visita ispettiva compiuta da un funzionario della Soprintendenza archivistica nel 1965. L'archivio comunale conserva, inoltre, messali, un libro dei salmi e registri delle messe e degli obblighi da celebrarsi nella chiesa della Santissima Annunziata o "Teleucania" (secc. XVII- XIX), non più officiata da circa 20 anni, pervenuti al Comune, proprietario della chiesa, insieme con gli arredi sacri. I dati sono stati rilevati durante un sopralluogo effettuato il 9 maggio 2007 da un'archivista incaricata dalla Soprintendenza archivistica per le Marche.
  • Archivio Fotografico
    Come si suol dire "un'immagine vale più di mille parole" e questo fatto lo sanno bene gli abitanti di Morro d'Alba, e la sua Amministrazione Comunale che nel tempo ha sempre conservato e dato spazio alla storia locale attraverso le sue immagini. Diversi anni fa è stata fatta una pubblicazione dal titolo "Morro d'Alba. Un paese in posa" volume che raccoglie nostalgiche immagini conservate dalla comunità locale, ancora prima delle belle mostre ed ora, dopo anni, il comune ha voluto finalmente attuare un lavoro di catalogazione e schedatura di tutto il materiale fotografico in suo possesso raccolto lungo quasi un secolo. Un intervento che ha portato alla luce pregevoli esemplari storici e più spesso stampe che raccontano la vita di una piccola realtà provinciale marchigiana - come vorremmo che mai si perdesse questa caratteristica così preziosa! - attraverso fotografie che ritraggono il lavoro dei campi, le feste locali, le celebrazioni di matrimoni, le processioni, ed anche i ritratti di quei personaggi che nemmeno dopo generazioni sono state dimenticate dai giovani attraverso i preziosi racconti dei più anziani. La collezione è stata poi incrementata nel tempo con l'acquisizione di un lavoro sul paese eseguito da un gruppo di amatori appartenenti al gruppo fotografico Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, e con la stampa di fotografie provenienti dall'archivio fotografico di Alvaro Stoppani, un morrese che della fotografia ne ha fatta una professione/passione lungo tutta la sua vita con grande bravura a partire dagli anni '30. Attualmente l'archivio conta più di 3000 immagini sulla storia del paese. Non è certo da dimenticare il fatto che proprio a Morro d'Alba si svolge ogni anno una festa di antica tradizione come il Cantamaggio, una manifestazione primaverile molto folcloristica che vede il paese animato dai cantori popolari marchigiani; è durante questa festa che per anni e anni Mario Giacomelli - fotografo senigalliese di fama mondiale - si è recato a fotografare lo spirito della festa, attraverso un lavoro caratterizzato dal suo inconfondibile bianco e nero che il Comune ha ben pensato di acquistare dal fotografo circa dieci anni fa. L'archivio fotografico è consultabile, previo appuntamento, presso gli uffici comunali. www.comune.morrodalba.an.it

Da assaporare

La Lacrima di Morro d'Alba
Vino di una certa importanza nella regione e in Italia. Deve il suo nome alla particolare goccia (chiamata appunto lacrima) che fuoriesce dal grappolo d'uva quando essa giunge a maturazione. Il vino, riconosciuto a denominazione di origine controllata nel 1985, è conosciuto sin dai tempi remoti. Sembra se ne parli in alcuni scritti risalenti all'epoca dell'antica Roma. Narra la leggenda che nel 1167 Federico Barbarossa lo poté apprezzare allorché , posto l'assedio alla città di Ancona, scelse come propria dimora il Castello di Morro d'Alba. Questo vino si ottiene da un vitigno autoctono antico, il Lacrima, che veniva tradizionalmente maritato all'olmo e all'acero e si coltivava nelle ricche alberate che caratterizzavano le colline del territorio di produzione. Soltanto agli inizi degli anni ottanta alcuni produttori, convinti dell'opportunità di far conoscere il prodotto e di valorizzarlo, sostenuti dalla pubblica amministrazione, sono riusciti a ridare nuovo lustro a questo vitigno. Il vitigno lacrima, in misura non inferiore all'85%, viene vinificato in presenza oppure con l'aggiunta di uve prodotte da altri vitigni a bacca nera, non aromatizzati, idonei alla coltivazione nella regione Marche, fino ad un massimo del 15% del totale.

DATI TECNICI
Produzione massima per ettaro: 130 q.li per il prodotto base e passito; 100 q.li per il superiore Resa massima dell'uva in vino: 70% (per la base e il superiore); 45% (per il passito) colore: rosso rubino intenso con notevoli ed evidenti sfumature violacee. odore: gradevole intenso. sapore: gradevole, morbido caratteristico di medio corpo. In alcuni casi il sapore è di violetta molto carico. La struttura è abbastanza corposa e dal gusto asciutto Gradazione minima: 11° Acidità totale: 4,5 per mille Vengono prodotti tre tipologie di vino: - base (vendita consentita dopo il 15 dicembre dell'anno di vendemmia) - superiore (gradazione minima 12^ - vendita consentita dopo il 1^ settembre dell'anno successivo alla vendemmia) - passito (gradazione minima 15^ - vendita consentita dopo il 1^ dicembre dell'anno successivo alla vendemmia) Sagra del "Lacrima di Morro d'Alba" -Si tiene la prima domenica di maggio ed è caratterizzata da stand gastronomici, musica, e soprattutto dalla possibilità di degustazione dei prodotti tipici locali: primo fra tutti il vino caratteristico di questa zona, il "Lacrima di Morro d'Alba". Le diverse aziende vitivinicole organizzano l'esposizione dei loro prodotti.


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